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Si conferma un andamento differenziato fra settori con particolare riguardo alla crescita del meccanico, elettrico/elettronico, dell’alimentare, del tessile e della gomma plastica; così come va sottolineato il rilevante apporto della filiera regionale
della cantieristica.
Non possiamo però esimerci da alcune considerazioni più ampie relative a segnali di rallentamento della crescita nel mondo e in Europa, segnali che rischiano di influire anche sulla forza della ripresa in Italia. Le tensioni nel commercio internazionale possono portare per il nostro Paese, uno dei principali esportatori nel mondo, a penalizzazioni per le nostre imprese caratterizzata da una storica e consolidata vocazione all’export.
Tali elementi ci portano a sollecitare la politica a porre al centro dell’impegno la questione industriale.
Il rafforzamento del manifatturiero è un imprescindibile fattore per il conseguimento degli obiettivi di un programma politico e in tal senso un’industria forte porta ad un'economia forte e di conseguenza allo sviluppo sociale, all’occupazione ed alla solidità del Paese.
La Confindustria, ed in particolare le realtà associative della stessa presenti in Regione, sono pronte a dare la collaborazione all’Amministrazione regionale con contributi di proposte per il conseguimento degli obiettivi atti a promuovere, sempre più, la competitività del sistema produttivo e dei servizi.
Competitività che va sostenuta con misure coerenti che vanno dalla spesa pubblica all’ assetto istituzionale, dalla pianificazione territoriale all’ambiente, dalle politiche del lavoro agli organismi finanziari, dalle infrastrutture alla logistica”.