VG17.0759 06/26/2017
Materiali a contatto alimentare costituiti da alluminio e sue leghe: parere del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare in merito alla sicurezza per la popolazione particolarmente vulnerabile (Parere n. 19/2017)
canale: Normativa Tecnica e Legislazione di settore
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A fronte della richiesta pervenuta dalla Direzione generale dell’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (DGISAN), del Ministero della salute, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, Sezione di Sicurezza alimentare, ha espresso un parere in merito alla valutazione del rischio derivante dall’utilizzo dei materiali a contatto alimentare costituiti da alluminio e sue leghe, per le categorie di popolazione particolarmente vulnerabili (bambini, anziani e donne in gravidanza).
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Approfondimenti
La sezione sicurezza alimentare del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA) del Ministero della Salute, nel dare seguito alla richiesta fatta dalla Direzione generale dell’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (DGISAN), ha reso disponibile sul proprio sito internet il Parere del 3 maggio 2017 n. 19 (1), con il quale sono state fornite indicazioni in merito alla valutazione del rischio e alle indicazioni per un corretto uso dei materiali in alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti.
Considerazioni riportate nel parere in merito ai materiali in alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti
Considerando i possibili rischi di effetti avversi derivanti dall’elevata assunzione di alluminio per gruppi di popolazione vulnerabili quali bambini, anziani e donne in gravidanza e premesso che:
- l’aspetto preoccupante della tossicità dell’alluminio che è legato alla capacità di bio-accumulo del minerale nell’organismo umano in seguito a esposizioni prolungate, anche se l’assorbimento di una singola dose è basso, un’assunzione prolungata può dare luogo ad un significativo carico corporeo, soprattutto ove la capacità renale è immatura (bambini piccoli) o ridotta (anziani, soggetti nefropatici);
- l’alluminio può essere considerato un elemento con una considerevole potenza tossicologica, ma il rischio è notevolmente limitato dallo scarso assorbimento (0,2-1%) e dalla rapida escrezione nei soggetti sani;
- la dose assorbita, anche se molto piccola, può depositarsi progressivamente nell’organismo e che l’accumulo è maggiore, e l’escrezione minore ove la funzione renale è immatura o parzialmente compromessa. Pertanto le fasce di popolazione più vulnerabili comprendono i bambini, gli anziani e i soggetti con funzione renale inadeguata: a questi si devono aggiungere le donne in gravidanza, per il passaggio transplacentare ed il rischio di fetotossicità. Inoltre il ruolo di polimorfismi genetici nel modulare la tossico-cinetica dell’alluminio è possibile, ma va meglio caratterizzato;
la Sezione per la sicurezza alimentare del CNSA raccomanda di fornire ai consumatori le seguenti informazioni circa il corretto uso dei materiali contenenti alluminio per la produzione e la preparazione degli alimenti in ambito sia domestico sia di impresa:
- evitare di graffiare i contenitori, ledendo così la patina protettiva dell’alluminio anodizzato;
- evitare il contatto diretto di alimenti acidi o salati con fogli di alluminio;
- evitare la conservazione di alimenti in contenitori di alluminio dopo la cottura e per lunghi tempi.
Inoltre la Sezione per la sicurezza alimentare del CNSA:
- precisa che sarebbe opportuno fornire indicazioni agli operatori del settore alimentare, in particolare a quelli della ristorazione collettiva, di inserire nei manuali aziendali di corretta prassi igienica (HACCP) procedure atte a verificare l’uso corretto di materiali a contatto in generale;
- raccomanda di rivolgere particolare attenzione anche all’uso di additivi a base di alluminio negli alimenti, nonché di verificare eventuali fonti aggiuntive di contaminazione delle catene alimentari, in vista che i materiali a contatto non sono l’unica fonte di esposizione alimentare ad alluminio.
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